Nedo il Vate®

Raccolta di poesie, sonetti, prose e rùtti del prode Nedo Buccianty.
martedì, 09 giugno 2009

中華人民共和國 made in P.r.c.




La Cina è un grande paese. Una delle culture più antiche, forse la più antica, del mondo. Il 20% della popolazione mondiale è cinese, circa un miliardo e 400 milioni di persone. Tutte cose che sappiamo.

Quello che non sappiamo, o che sanno in pochi, è che nessun paese del mondo ha beneficiato del capitalismo occidentale quanto la Cina comunista: oggi la Cina è il paese che vanta il maggior credito economico su molti paesi, tra cui e in maniera più preponderante, gli Stati Uniti d'America.

E' così: la Cina tiene per le palle l'America... non pensavo di poter asserire una cosa del genere così presto nella mia vita... neanche nei sogni più fantasiosi della mia adolescenza quando i B-Movies ventilavano l'ipotesi del patatrac capitalistico.
Ma d'altronde questo i cinesi lo spiegano con un detto che da sempre appartiene alla Vox Populi del loro grande paese:

 "I cinesi spendono quello che hanno in tasca (anche se non è molto, n.d.r.), gli altri spendono quel che non hanno (che ovviamente è moltissimo, n.d.r.)."

Eh... riflettiamo: l'occidente Paese investe (cioè spende, poichè investire significa comprare... azioni, obbligazioni, prodotti della finanza) soldi a debito, soldi che non ha "in tasca", ma che una Banca si prodiga a prestargli. Nella migliore delle ipotesi, l'investimento rende un guadagno che per lo più serve a pagare gli interessi del debito contratto all'inizio, quindi non è un vero guadagno. Però da la sensazione di essere in attivo. Percui si reinveste, contraendo altro debito e magari frazionandolo, rivendendolo, cartolarizzandolo, ristrutturandolo e lasciando la patata bollente in mano a terzi soggetti. Questo nella MIGLIORE delle ipotesi. Ed è la situazione che olia il meccanismo, non quella che lo fa inceppare... infatti, finchè si genera guadagno, l'impresa funziona. Anche se quel guadagno è debitorio. La Banca vede un attivo di cassa ed è "autorizzata" (tanto per lavarsi la coscienza) ad erogare altro debito... debito sul quale guadagna un sacco. (L'interesse passivo sfiora i 17 punti percentuali, quello attivo rarissimamente si spinge oltre l'1% lordo. Un paradiso fiscale ad ogni sportello.)
La situazione che inceppa il macchinario, d'altrocanto, è quando l'investimento va male. L'investitore perde l'investimento, percui va a debito su un debito che nel frattempo ha generato debito.

STOP: questa va spiegata...

Tu non hai un cactus, ok? Bene. La banca ti da 100 da spendere ad un tasso passivo del 10% (see...manco a Disneyland, ma vabè...), quindi tu DEVI 110 alla banca. Il tuo investimento però va male, perdi 50. Quindi adesso tu hai 50 e devi restituire 110. Che fai? Non hai i 60 che ti mancano, a meno che nel frattempo non ti sia morto uno zio ricco. La Banca ti propone solitamente 3 opzioni:
A) ti toglie la casa, la macchina, la moglie, il cane ED i 50 che ti rimangono (opzione che non sceglierebbe nemmeno un condannato a morte);
B) un "prestitino" per estinguere il debito contratto, ad un tasso agevolato (che dal 10 cala all'8 SENZA rinunciare al 10 iniziale. E che cappero. Così adesso devi 118.);
C) cartolarizzazione del tuo debito: il tuo fardello viene "rivenduto" ad altri istituti di credito che pagano 8 per avere 10, alleggerendo la Banca principale di un peso (senza comunque che ci rimetta un soldo del capitale investito) ed accollandosi il cliente oneroso oberandolo di altri 200 obblighi e vincoli per tutta la vita, così tu devi ancora 110 ma non sai più a chi. Ed hai sempre i "tuoi" 50 (che poi sono ancora della banca).

Chiaro no? Bene, adesso immaginiamo cosa accadrebbe se ad investire a debito non fossi tu, sig. Baccelloni, ma un'altra Banca. Banche che si prestano denaro che non c'è investendo su prodotti che ancora non ci sono e che ri-cartolarizzano i propri debiti per mezzo di società che fanno capo ad altri istituti di credito. Tutti fanno credito a tutti e quindi tutti hanno debiti con tutti. Finchè gli investimenti mediamente rendono abbiamo visto che tutto sta in piedi, poichè c'è l'illusione di un guadagno (il vero guadagno è solo il numero secco, che ti fa di colpo raddoppiare il capitale. La roulette insegna). Ma se di colpo alcune potentissime banche perdono ingenti capitali in investimenti sbagliati, capitali ottenuti a debito con altre banche debitrici di altre ancora?

Patatràc. Lehman Brothers. Tremonti Bond. Anche James Bond, vah.

Tutto questo accadeva un anno fa. Non è fantascienza. I cinesi hanno soldi nelle tasche e sono creditori di svariati miliardi di dollaroni che non esistono. Gli USA si stanno inventando di tutto: l'Amero (moneta unificata di USA, Mexico e Canada), obbligazioni statali di valore sempre più ridicolo, guerre preventive, presidenti incredibili perfino visti in un film di Spielberg... hanno le pezze al culo, la Cina incombe.

Ed il bello è che tutto questo, noi poveri idioti che a Genova erano (più o meno fisicamente) sotto agli autoblindo della Celere lo avevamo PREVISTO nel 2001. Noi, non Tremonti... anche se gli piace pensarlo ultimamente.

Però anche a noi, miei cari, tocca indossare scarpe e maglie made in p.r.c. perchè con sta cazzo di crisi, il made in Italy fatto a Prato dai cinesi costa troppo.
martedì, 26 maggio 2009

Caro Marco, diobono. Eh.

Si, ma io capisco eh. E' anche simpatico, Pannella... un uomo che gode della mia stima personale da sempre. E lo capisco, è una forma di coerenza, la sua: chiedere come volàno contro la crisi quel che chiede da 20 anni... alzare ancora il tetto dell'età minima pensionabile e da lì ripartire di slancio recuperando 7 milioni dall'INPS. E vabbè, è coerente se non altro.

Però CAZZO. Tanto per usare un linguaggio radicale che tra l'altro mi appartiene. Io ho iniziato a lavorare a 19 anni, operaio apprendista fino a 24 poi mi son messo in proprio. Da 19 a 65 son 46 anni di contributi INPS che non è una bazzecola, son soldini. Che se va bene mi godrò una briciola al mese per 10 anni (se va molto bene) e poi CIAO. Qualcuno non è così fortunato e ci lascia le penne al primo anno di pensione, come un caro amico di mio padre l'altro mese.

Pannella, ziokan... il problema delle pensioni NON E' andarci tutti più tardi anzi meglio MAI... il problema dell'INPS (uno dei tanti) è che c'è una commistione tra previdenza ed assistenza che non ha senso. Perchè l'INPS deve coprire l'assistenza, oltre che la previdenza? "Eh, sennò chi lo fa", dirai tu giustamente...

Se guardiamo indietro di qualche mese, non tanti, si vedrà che era stata introdotta (e tutt'ora è fortunatamente in auge) una leggina piccina picciò che consente ai poveri cristi di avere uno sconto sulle TASSE relativo all'acquisto di farmaci. Molto giustamente si è detto: se sto male e compro farmaci, di certo non sto comprando beni di seconda necessità nè tantomeno mi sto pagando le baldracche o un tiro di coca (anche se la Bayer diceva che fa passare il catarro...) e quindi ho diritto ad uno sconto, benissimo. Ma pensiamo un po' se si allargasse questa piccola faccenduola non solo all'acquisto di farmaci ma all'intera partita di giro dell'IVA su TUTTI i beni di prima necessità.

Cibo, medicinali, la casa, la prima vettura, vestiti ed arnesi adibiti allo svolgimento della professione... Perchè così come per un'aspirina, se io sto comprando uno sfilatino non lo compro certo per una mia inclinazione verso il sadomaso alimentare. Ecco, se noi comuni STRONZI (e qui parlo da cittadino, non da tenutario di Partita Iva) potessimo veder detratte dalle tasse tutte queste voci d'IVA, l'INPS potrebbe benissimo pensare SOLO alla previdenza, perchè avremmo un terzo di soldi in più per CURARCI per i cazzi nostri. Ma, si dirà, se c'è dietro un Ente è tutto più uniformemente garantito... lasciamo stare che poi non è così e che per una TAC ci vogliono 6 mesi nel pubblico, facciamo finta che funzioni: e va bene, rispondo io. Quel che mi sconti d'IVA sui beni sovracitati me lo metti in un FONDO assistenziale TERZO che si occupi SOLO di quei cazzi lì. Così avremmo il reale polso di quanto paghiamo per la nostra assistenza sanitaria senza dovercelo immaginare dai racconti fantasiosi dei tuoi colleghi, caro Marco... sai quelli del calderone partitocratico? LORO.

Ma non solo, come dico da mesi... avremmo anche il polso della REALE economia che gira in ambito di necessità PRIMARIE, perchè se io normalissimo santantonio, ho l'arma della partita di giro, mi sento in diritto/dovere di ESIGERE FATTURA e/o scontrino fiscale. Immagina un po' quanti agenti del fisco GRATIS a giro per l'Italia... Mi metterei anche la fiamma gialla sul cappello per sfizio.

Non so fare una stima adesso, e me ne rammarico, di quanta IVA venga pagata dai poveri imbecilli come me in Italia per l'acquisto di cose di cui non possiamo fare a meno, ma 60.000.000 di italiani mangiano... bevono... si devono pur vestire, hanno pur bisogno di un tetto, qualcuno scoreggia più degli altri e quindi avrà anche bisogno di abitare da solo onde non avere problemi di convivenza infausta. Ecco, TUTTI gli Italiani per vivere DEVONO pagare l'IVA sui beni primari. Su questo non ci piove... ma attualmente, l'INPS chi la paga? Chi lavora. La domanda è: 60 milioni di Italiani che mangiano, cagano, ruttano... lavorano tutti? NO. Però hanno diritto d'assistenza sanitaria (giustamente). E allora PERCHE' questa non può venire dall'IVA che paghiamo TUTTI anzichè da una tassa unicamente per chi ha la sventura di lavorare?

La soluzione non è prendere chi lavora e fatica e farlo faticare fino alla MORTE... è attingere per qualcosa a beneficio di tutti, da una tassa che paghiamo direttamente TUTTI.

Con in più il vantaggio che porta in termini di evasione fiscale.

Fateli sti conticini. Che cazzo, devo fare tutto io?

venerdì, 08 maggio 2009

et voilàt le sondàge.

Avvertenza: prima di cimentarti nel sondaggio (data la sua massima serietà ma che te lo dico a fare, dopotutto i nostri sondaggi SEMPRE lo sono), goditi questo stupefacente stralcio di Annozero del 7/05/09:

 

 

Ecco, ora che t'ho bloccato la digestione, a te il Sondaggione:

 

 

si ringrazia Gisa per stare sempre lì a pupparsi queste "peerle" per noi tutti.
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venerdì, 17 aprile 2009

Per le tragedie, l'Italia da i numeri.

Qualche giorno fa, mi sono aggregato ad una nota che girava ed ancora gira su FB intitolata (pressappoco) "Per il terremoto in Abruzzo non do un Euro". Vediamo in concreto il perchè di questa mia (e del fautore della nota, suppongo) apparentemente disgustosa ed incivile decisione di non donare (almeno per ora) soldi da destinare ai terremotati. Lo faremo citando un caso ancor più grave del nostro passato recente: il terremoto che il 23 Novembre del 1980 devastò l'Irpinia causando 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.
Numeri da capogiro, esattamente come quelli di seguito, relativi agli aiuti "cash" (lo so che è brutto da dirsi) derivati da fonti nazionali ed internazionali.

A seguito della tragedia, gli USA si mossero con 70mln (milioni) di $, la Germania con 32mln/ $, l'Arabia Saudita con 10 mln /$, l'Iraq (ebbene si) con 3 mln /$, l'Algeria con 500.000 /$. Queste le cifre pervenute dall'estero immediatamente (parliamo del 1980, percui cifre di un certo livello all'epoca) dopo la tragedia. Ma veniamo all'Italia. Dalle ACCISE sui carburanti, ancora in vigore, sono stati destinati all'Irpinia qualcosa come 77,87 mld /LIT fino al 2000... gli accertamenti arrivano all'area Lira, dall'introduzione dell'euro il calcolo va rifatto e vorrei provarci assieme a voi:

considerando che il consumo annuo di carburanti nel 2008 è stato accertato in 7 mld di Tonnellate registrando un calo sostanziale di circa il 4% rispetto agli anni precedenti, che tradotto in litri stando che per le benzine il peso specifico rapportato ad un litro d'acqua distillata si aggira intorno a 0,75 (i derivati del petrolio sono più leggeri dell'acqua di circa il 25%), possiamo dire che siamo attorno ai 9000 miliardi di litri all'anno arrotondati MOLTO per difetto. Considerando un prezzo medio dei carburanti al litro che negli ultimi anni è oscillato attorno all'€/l (considerandovi il gasolio che abbassa notevolmente la media ma che comunque ha un consumo pro capite molto più basso della benzina); considerando in ultimo che le accise sui carburanti (per un tot del 52% del prezzo) prevedono che 1/5 delle medesime (e quindi circa 1/10 del totale) sia destinato all'Irpinia... beh, in soldoni signori son 900 milioni di euro in 8 anni. Correggetemi se sbaglio, è anche mezzanotte dopotutto.

Quindi, dal 1980 ad oggi, senza contare le donazioni spontanee, all'Irpinia sono stati destinati: 1015,5 mln /$ dai paesi esteri, 40,218 mld di € dall'Italia fino al 2000, 900mln di € fino al 2008 (41,118 MILIARDI italiani).

L'Irpinia dovrebbe essere lastricata d'oro. Ma ci sono ancora persone che vivono in abitazioni PROVVISORIE erette nel 1980.

La domanda è: che ci fanno coi nostri soldi?
La mia più ovvia risposta quindi è che fin quando non si costituirà anzitutto una commissione di inchiesta sul COME si fanno le costruzioni da 20/30 anni a questa parte, sul COME si spendono i soldi delle tragedie, sul CHI dovrà pagare con la galera e coi PROPRI soldi per gli errori commessi, è che preferisco INFORMARMI, ELABORARE, DIVULGARE prima e semmai in seguito raccoglierne i frutti.

Odiatemi pure.


P.S.: non sono un matematico né un petroliere, se ho sbagliato i calcoli vi prego di farmelo notare con ossequio della decenza.

Grazie a tutti.




P.P.S.: Giacomo di Girolamo, primo fautore della nota di cui sopra, ospite ad Annozero dove rapidissimamente glie ne ha cantate 4:

speriamo di rivederlo giovedì prossimo e che possa cantargliene altre 4.

giovedì, 16 aprile 2009

Lettera aperta al direttivo della RAI.

 

 "Gent.mo Comitato Direttivo,

scrivo in qualità di abbonato (contratto a nome [OMISSIS], mia moglie) ai Vs. servizi, in merito alla vicenda che ha portato all'allontanamento del vignettista satirico Vauro. Premetto di essere un sostenitore di trasmissioni d'inchiesta quali Annozero, Report e Ballarò e che reputo che per quanto riguarda i suddetti il Vs. palinsesto sia da me considerato uno dei migliori in circolazione, ma come altre volte in passato mi sento in profondo disaccordo con la Vostra decisione di allontanare un personaggio dall'organico delle Vostre reti. E' accaduto con Grillo, accadde con Enzo Biagi, è accaduto con Luttazzi e lo stesso Santoro si è visto in passato depredato del suo appuntamento settimanale a causa di rimostranze prettamente politiche, cosa che non dovrebbe MAI ed IN NESSUN MODO interferire col pubblico servizio.

Credo che l'interesse principale di chi si occupa del palinsesto televisivo sulla rete pubblica dovrebbe essere anzitutto quello di premiare l'informazione a tutto tondo, compresi quei programmi che a tratti possono risultare scomodi per questa o quella parte politica, in carica o all'opposizione, poichè ritengo che la televisione (in particolare quella pagata dai cittadini) non debba in alcun caso risentire del clima politico del momento.

Sono temi che certamente già altri Vi avranno sottoposto ma sui quali è giunto il momento di non tacere più. Se in tutta coscienza sentirete di aver agito (questa volta come in passato) SENZA risentire minimamente del clima politico e delle pressioni di partito, allora può darsi che io abbia sbagliato a mandarvi questa mia e mi scuso. Ma se, come credo, al di là della propagandistica scusa di un'improbabile offesa verso chicchessìa si nascondessero delle pressioni più o meno dirette, allora penso che sarebbe un "beau geste" reitegrare Vauro Senesi laddove è stato in questi mesi, mantenendo la trasmissione di Santoro quella che DEVE essere in un paese libero e democratico (inutile ricordarvi dove ci colloca l'Agenzia "Freedom House" come diritto all'informazione democratica, ormai è noto... cerchiamo di non perdere altri punti).

Nell'attesa di una vostra cortese risposta, porgo i miei più cordiali saluti."

 

Questa è una lettera che ieri per tutto il pomeriggio ho provato ad inviare alla redazione della RAI tramite l'indirizzo di posta che sta sul loro sito internet nell'area "scrivici". Pare che la casella di posta sia stata momentaneamente disattivata per la VALANGA di mail giunte in merito a quest'argomento, ci aspettiamo che la reazione non venga ignorata. Se non tanto da Rai, quantomeno dalla stampa (estera).

Video preso in prestito da Gisa.

ruttato da NedoBuccianty verso le 11:28 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, 11 aprile 2009

aiutiamo il premier a soddisfare le aspettative!

Date le precedenti affermazioni del 2002 a San Giuliano (Molise) poi disattese completamente, non lasciamo solo il nostro CARO* Premier Silvio Berlusconi, questa volta. Aiutiamolo suggerendogli il modo migliore per aiutare le famiglie distrutte dal sisma a L'Aquila e dintorni. Un modo concreto, attuabile, immediato ed efficace.

 

 

* = è anche rincarato, in barba alla crisi.
Byoblu.Com - Il Videoblog di Claudio messora

sbattezzamoci con l'UAAR

PIPPA una SEGA

Vday
Basta! Parlamento pulito