Avvertenza: prima di cimentarti nel sondaggio (data la sua massima serietà ma che te lo dico a fare, dopotutto i nostri sondaggi SEMPRE lo sono), goditi questo stupefacente stralcio di Annozero del 7/05/09:
Ecco, ora che t'ho bloccato la digestione, a te il Sondaggione:
si ringrazia Gisa per stare sempre lì a pupparsi queste "peerle" per noi tutti.
Date le precedenti affermazioni del 2002 a San Giuliano (Molise) poi disattese completamente, non lasciamo solo il nostro CARO* Premier Silvio Berlusconi, questa volta. Aiutiamolo suggerendogli il modo migliore per aiutare le famiglie distrutte dal sisma a L'Aquila e dintorni. Un modo concreto, attuabile, immediato ed efficace.
* = è anche rincarato, in barba alla crisi.
...ma dal momento che ognuno dice la sua puttanata sulla vicenda Abruzzese, quasi quasi ne dico due anche io. Intanto vorrei farvi sentire quella forse più agghiacciante di tutte:
Il buon Livio non si smentisce. C'è poi chi sostiene che siano armi di distruzione di massa, chi la giusta ritorsione per le speculazioni edilizie (e tutto sommato non è poi così falso, ma la colpa sarebbe dovuta ricadere su chi le ha fatte le case, non su chi ci stava dormendo dentro...).
Insomma, ciascuno la veda come vuole, ma c'è bisogno di annunciarlo sui Mass Media? Poco fa ho scritto su FaceBook che secondo me Daitarn 3 ha sbagliato la manovra di uscita dalla base sotterranea, risaputamente situata sotto l'Aquila, con successiva dichiarazione di Aran Banjo: "Non si può prevedere quando sarò ubriaco la mattina alle 3 e mezza". Non mi sorprenderebbe se il TG1 riprendesse la notizia pur di perpetrare il servizio non stop che gli ha fatto guadagnare 6 punti di share. Sentite come se ne vantano:
Adesso ci manca la teoria complottistica comunista: Berlusconi: "il Magma che muove le placche è Rosso, la Tettonica è certamente a luci rosse, il sangue è rosso, le zone ad alto rischio sismico le colorano di rosso... insomma, il terremoto è comunista! Il governo si batterà per debellare questa ennesima minaccia filosovietica a suon di piani casa ed ampliamento del 30/40/90% le villette a picco sul mare, specie quelle in sardegna, specie quelle che dico io."
Bah.
...che viviamo in un mondo popolato da deficenti. Ma per fortuna la Divina Provvidenza (sic!) è sempre pronta a rammentarmelo.
Brasile, la Chiesa contro i sanitari che hanno interrotto la gravidanza della piccola
incinta di due gemelli dopo le violenze del patrigno. I dottori "Rischiava la vita"
CITTA' DEL VATICANO - Imbarazzo, rabbia, dolore, pietà, ma anche una sola incrollabile certezza: "Abortire è peccato. Sempre". Queste le prime reazioni "a caldo" colte in Vaticano alla notizia che la Chiesa cattolica brasiliana ieri ha scomunicato i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l'aborto ad una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno da quando aveva 6 anni. "E' una tragedia grandissima, specialmente per quella povera bambina, ma la pena della scomunica andava sanzionata perché lo prevede espressamente il Codice di Diritto Canonico di fronte ad un palese caso di aborto procurato", spiegano riservatamente alla Pontificia Accademia per la Vita.
Una posizione del tutto in linea con quanto deciso il monsignore brasiliano Josè Cardoso Sobrunho, arcivescovo di Recife, il quale, nello specificare che il provvedimento non riguarda la bambina, puntualizza che il "peccato" d'aborto ricade esclusivamente sui medici e "chi lo ha realizzato - si è augurato il presule spiegando i termini del provvedimento - si spera che, in un momento di riflessione, si pentano". Mentre un gruppo di avvocati cattolici ha denunciato il caso alla giustizia.
Il patrigno della bambina, un uomo di 23 anni di cui non è stato dato il nome, si trova in stato d'arresto da giorni in un carcere dell'entroterra del Pernambuco, in seguito alla confessione di aver stuprato la piccola - la prima volta tre anni fa - e di aver abusato anche della sorella invalida di 14 anni. Alla bambina di 9 anni vengono attualmente somministrati medicinali per indurre un aborto farmaceutico alla gravidanza di due gemelli in seguito agli abusi, ricorda la stampa locale, che da giorni sta seguendo il caso. La vicenda della piccola ha diviso tra l'altro anche i suoi genitori, visto che il padre si è detto contro l'aborto, la madre invece a favore.
Critico verso il provvedimento ecclesiale, Livio Moraes, primario presso l'ospedale dell'Università di Pernambuco, che ha ricordato che la legge brasiliana "autorizza l'aborto in caso di stupro o pericolo di morte", vale a dire proprio le condizioni entro cui si è venuta a trovare la bambina violentata. Valutazione non condivisa dall'arcivescovo Sobrinho che ha risposta al primario sventolando le ragioni dogmatiche su cui a suo parere poggia la scomunica, sottolineando che "la legge di Dio è al di sopra della legge umana. Per qui, quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde qualsiasi valore".
Meno dogmatico e più sofferto il commento di uno dei più autorevoli teologi pontifici, monsignor Piero Coda, docente alla Pontificia Università Lateranense, il quale - pur ricordando che per il credente abortire è sempre peccato - ha parole di dolore e di pietà per la piccola brasiliana. "L'aggressione subita da quella bambina - dice subito il teologo - è un crimine abominevole, gravissimo, che va punito con tempestività e severità". Ma, (COME MA?????? n.d.r.)"pur di fronte a tanto dolore" per il monsignore "rispondere ad una tragedia con un'altra tragedia come è l'aborto è sbagliato". "Senza entrare nel merito di questo caso perché non ne conosciamo ancora tutti i termini - puntualizza prudentemente ancora Piero Coda - non possiamo mai dimenticare che per la morale cattolica l'aborto è un atto gravissimo che occorre fare tutto il possibile per evitarlo". "Altra cosa è valutare le responsabilità di chi commette un crimine tanto aberrante, persone che vanno condannane senza esitazione. Ma sarebbe meglio fare tutto il possibile - conclude monsignor Coda - per evitare di arrivare a questi drammi, con una più mirata opera di prevenzione e di aiuto per le fasce sociali più deboli ed esposte, non solo in Brasile, ma in tutto il mondo, Italia compresa".
Sul caso della bimba stuprata è intervenuto anche il ministro della sanità brasiliano, Josè Gomes Temporao, che ha accusato la Chiesa cattolica di aver adottato una posizione "estremista", "radicale" e "inopportuna" avendo deciso di scomunicare i medici che hanno fatto abortire la bambina di nove anni. "Sono scioccato per la posizione radicale di questa religione che - si è lamentato il ministro -, nell'affermare a torto di voler difendere una vita, mette un'altra vita in pericolo".
Dal Vaticano, risponde padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio Consiglio epr la Famiglia, presieduto dal cardinale Ennio Antonelli. "E' un tema molto, molto delicato", ma "la chiesa - ricorda il monsignore - non può mai tradire il suo annuncio (ALTRIMENTI??? c'è il rischio di EVOLVERSI??? n.d.r.), che è quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano così forte, come quello della violenza di una bimba". "L'annuncio della chiesa è la difesa della vita e della famiglia - aggiunge ancora padre Grieco - ognuno di noi deve porsi in un atteggiamento di grande rispetto della vita, anche di fronte a un dramma umano come la violenza di una bambina".
E la scomunica ai medici? "I vescovi giustamente predicano il mistero della vita (tipo quando tentano di farla durare oltre la morte, vedasi caso Englaro, n.d.r.)- risponde il religioso - e la chiesa non può tradire il suo annuncio. L'aborto non è una soluzione, è una scorciatoia". "La scomunica significa non potersi accostare anche al sacramento della comunione e se una persona è nel peccato e non si confessa, per la chiesa - ricorda Grieco - non può fare la comunione. In questo caso i medici sono fortemente nel peccato perché sono persone attive nel portare avanti l'aborto, l'uccisione di un innocente (Manco sa che erano due, n.d.r.). Sono protagonisti di una scelta di morte".
La categoria degli esercenti non è ben vista, si sa. Ma da quando ne faccio parte ho conosciuto un'altra stupenda categoria che precedentemente ignoravo e che le supera tutte: l'agente di zona.
Che si tratti di addetto al massacramento di coglioni via etere (leggasi call center) o persona fisica che bussa alla mia porta, al 99% li odio.
Ma lasciatemi spiegare il perchè, giacchè si fa presto a sparare sulla croce rossa... Da ormai 5 anni ho a che fare con queste personcine incravattate e se non sono in causa con tutti è per via del fatto che non conosco un avvocato, altrimenti c'era di che leccarsi i baffi. Ultimo ma non ultimo, un venditore di spazi pubblicitari di carattere indicativo (cartelli stradali a bandiera) che io stesso contattai per essere facilmente individuabile per chi circumnavigasse la via in cui mi trovo da ore senza poter leggere neppure il nome della via (qui non sempre ce li scrivono, va tutto a memoria di popolo). Immediata la sua presenza su appuntamento, ben felice di potermi vendere uno spazietto grande come una mano a peso d'oro, l'agente mi spiega che quello che fa la sua azienda (manco fosse il titolare) è più un servizio alla cittadinanza che il comune ormai si rifiuta di fare per gli esercenti e che quindi merita rispetto e blablabla, quindi pagamento sull'unghia previa firma del contratto annuale. Benissimo.
Era Novembre, i primi del mese, e dal momento che pagavo anticipato pretesi che il cartello fosse messo almeno per Natale. Sai com'è, il periodo in cui si respira un po' è quello. "Si si, guardi, non c'era bisogno di dirlo... entro una settimana avrà sicuramente il cartello esposto nelle due zone da lei indicate."
Passa dicembre, nulla. Passa gennaio ed io telefono all'agente. "Buongiorno, si guardi c'è stato un disguido che non dipende da noi ma dalla ditta che stampa i loghi sulle insegne, ma le assicuro che entro e non oltre una settimana...."
Passa anche febbraio. Dico: richiamiamolo e facciamoci sentire incazzati come lucertole. Chiamo ma nulla, l'agente è irreperibile. Due, tre, quattro, dieci tentativi. Dico: chiamo in ditta a Torino. Nulla, orari impossibili e quando sarebbe l'ora, sempre occupato. Oggi ne abbiamo 6, son tre mesi esatti dalla firma del contratto e dal pagamento. Nella mia stessa situazione, almeno altri 2 esercizi nella mia stessa via, anche loro medesimi tentativi a vuoto.
Ma oggi ne è saltata fuori un'altra: una gastronomia presso la quale mi servo ha sottoscritto un contratto con una notissima rivista di settore, contratto costato due stipendi da operaio fra parentesi, per numero 3 uscite pubblicitarie da consumarsi nei mesi estivi del 2008... pubblicità mai uscita. In compenso, a dicembre, in una rivista costola di quella con cui avevano sottoscritto l'accordo, in ultima pagina, comparvero 2 righe con Nome Azienda, indirizzo ed una foto raffigurante un'orata (???). E parliamo di un'inserto allegato alla rivista conosciuta, inserto che quasi sempre finisce in forma gratuita sui treni o nelle sale d'attesa del dentista. Complimenti...
In guardia. La pubblicità non è più l'anima del commercio, è un meccanismo che serve unicamente a foraggiare la delinquenza legalizzata. Queste costole editoriali e queste ditte appaltatrici fantasma cui il comune da l'onere della cartellonistica sono le nuove agenzie di truffa legalizzata. Esercenti, MANDATE VIA GLI AGENTI, a calci nel culo!
Per quanto mi riguarda, anche venisse la più seria azienda di marketing del mondo a propormi pubblicità GRATIS, io ho chiuso. Gli agenti, di cui ho nome e cognome e cellulare, avranno una contropubblicità PESSIMA dalla mia attività, sto anche pensando di stampare un cartello da esporre in ditta con la lista dei nomi e cognomi di questi illustri signori che NON DEVONO PIU' riuscire a lavorare sulla zona. Dovranno trasferirsi a Benevento se vogliono anche solo fare gli spazzini.
Poco mi importa se dopotutto non è loro responsabilità perchè loro vendevano un prodotto di altri, che ci pensassero mentre infinocchiavano la gente, adesso fatti loro. Perchè per vendere venderebbero anche la zia morta di vaiolo, ma poi ciao. E allora, alla giusta riscossa:
Bilancio di 5 anni di attività commerciale in voce pubblicità e comunicazione:
• causa aperta e non ancora risolta con la compagnia telefonica 3 che mi ha venduto un contratto che non si sostituiva all'altro ma si sommava, cosa sulla quale eravamo stati chiari. Due contratti non li volevamo.
• tre mesi di interruzione del servizio telefonico e di rete a causa del subentro di Tiscali a Telecom (poi sfanculata in favore di altra compagnia indipendente) le quali non riuscivano ad individuare le competenze di svincolo.
• 1000 € per cartellone esposto presso struttura pubblica con indirizzo stradale ERRATO e mai corretto (ed io mai più pagato, ovviamente).
• Contratto vincolante a vita con agenzia di sicurezza privata di cui non c'è più verso di liberarsi (SECURPOL vigilantes) neanche appellandosi alla legge Bersani.
• Cartelli stradali pagati a novembre dello scorso anno, ma mai esposti. Agente scomparso. (nome azienda: AVIP torino).
• contratto per inserimento azienda in elenco privato, pagato ma mai uscito (non mi ricordo il nome della testata).
Per il momento non me ne vengono in mente altre, ma credo bastino queste. Se alle aziende venisse in mente di volermi chiedere spiegazioni, sono sicuro che troveranno il modo in via privata e qualora la cosa si risolvesse pacificamente, sono pronto a pubblicarne l'esito con tanto di nomi e meriti (se così si possono definire, a me parrebbero DOVERI CONTRATTUALI).
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