Nedo il Vate®

Raccolta di poesie, sonetti, prose e rùtti del prode Nedo Buccianty.
martedì, 07 luglio 2009

Brèchin Gniùs.


Siamo nell'era dei Social Networks, inutile che fai tanto il ganzYno e fai finta di no. C'abbiamo tutti un blog, qualcuno ce n'ha due, qualcuno ha perfino lasciato la Ganza® pur di stare 24h al giorno a farsi i Cazzi Altrui® su Facebook. E va bene, ne prendiamo atto... e da oggi (pensa) hai l'occasione di seguire tutte le avventVre di Nedo Buccianty su Facebook semplicemente cliccando QUI.

Lo so, lo so... donare i tuoi dati personali alla CIA spontaneamente e condividere con loro ogni minuto le tue angosce più profonde è appagante. E' bellissimo infatti aprire la tua pagina e scrivere "sto alle solite pensando alla Phya"  oppure "anche stamani mi prude l'emorroidi" in modo che tutto il mondo virtuale lo sappia, ma ancor più appagante è vedere quel che faccio io... il TUO Vate®. Potrai seguire in tempo reale (quasi, dipende dalla Banda®) ogni værso, afflato, rvto, svarione e vicissitud   vicessitud   vivicissu mavaffan...NZOMMA DE', un ti sei ancora segnato nè Fanz? Cosa aspetti, la gattagnùda? EH? Corri, Phardo/a.


giovedì, 02 luglio 2009

Mietitvra nefästa.

Salterellâr giulivy péi caNpi di gräno

 recando la fâlce per mietere in mäno,

 incespicär ridênti n'un Sasso® ci sta,

sghignàndo e morendo falciäti si và.




Lavdo Ceccanti prima dell'incidente,
ne l'avevo detto di non puppare il vino prima di mietere il Grän.
(cose che capitano)
ruttato da NedoBuccianty verso le 11:55 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesia, sfiga, peti, farfalle, colpi, ma anche no, disgrazie, rima baciata, storie tristissime, micini ruvidi, mietitura


lunedì, 23 marzo 2009

licenze a go-go.

 

Siii! Daiii!

Diventa anche tu Poeta Romantico® ed esterna il tuo Estro (nel senso di Pvntvra di Tafano®): lascia ch'io ti dia il LA, l'Input, l'Incipit, l'Attack e financo il Bostik, prendi un bel respiro e completa questa bellYssima Rima (quasi)mai usata in passato facendola Tua!

Sbizzarrisk... spizzarr... sbizzas... INVENTANE anche una TU, pensa che OCCASIONE! E allora cosa aspetti, dannato fannullone del værbo svpræmo?

 

ruttato da NedoBuccianty verso le 23:51 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesia, amori, collaborazioni, peti, sondaggio, farfalle, cuori, colpi, botte, ruti, storie tristissime, micini ruvidi


mercoledì, 04 marzo 2009

precetti.

L'essere umano è un animale sociale.


Quanti concetti racchiusi in questa frase che sentiamo da anni. "Essere Umano", per cominciare, è già un problema. Non è mica facile essere umani, bisogna rispettare determinati canoni, inquadrarsi in una società fatta di miliardi di nostri simili, sperare di cavalcare la cresta e non nascere in Congo Belga, aspirare ad una posizione sociale che non sia alla base della piramide... Un sacco di variabili, un sacco di cose da fare.
"E' un animale" è un'altra verità accertata, ma che comunque taluni detrattori negano alla morte. Siamo mammiferi, non molto diversi dalle scimmie (anche a livello di DNA), ma noi dobbiamo distinguerci. In che modo? Ah beh, noi abbiamo un'ANIMA, le scimmie invece vanno notoriamente a pile.
Certo, siamo intelligenti (ci sarebbe da discorrerne a lungo, ma glissiamo) e "sociali", ci siamo inventati un sacco di regole che ci permettono di aumentare ed aumentare di numero senza trovarci uno sull'altro senza pareti e soffitti di cemento in mezzo, ma tutto questo ha un prezzo che solo in pochi sono inclini a calcolare e prenderne atto. Ci pare normale infatti aspirare a metter su famiglia, no? Nulla in contrario a voler passare la vita in due anzichè da soli, per carità... dopotutto sono sposato, parlerei per assurdo se affermassi il contrario.
Ma poi si diventa tre. E fin qui tutto bene, giacchè se per ogni 2 persone ne nascesse una, il tutto resterebbe più che sostenibile: due generano un figlio che genererà un altro figlio da adulto mentre i genitori sono ancora in vita, il quale genererà un secondo individuo quando i primi due soggetti saranno deceduti.
Perfetto, ci si guadagna un elemento ogni 2 generazioni. La specie non è a rischio e tutt'al più si va in pari.
Ma poi si diventa 4. Il nucleo si allarga anche a 5, 6. E da lì inizia il problema dell'essere un mammifero sociale: con sei gradi di ramificazioni a 6 elementi si superano i 200 individui, più le varie ed eventuali... Il pianeta non si allarga ed il gioco è fatto.
Ci sono famiglie con 10 figli, io sono nipote di un nonno che aveva 9 fratelli ed una sorella... non ti viene il dubbio che se tutti facessero come te nel giro di dieci anni la popolazione del pianeta supererebbe qualsiasi disastrosa previsione?
Non ha senso.
C'è questa "missione", il bisogno impellente (specie nelle donne, ma anche in alcuni maschietti) di scodellare prole come piovesse. Come se la soddisfazione di sfamare e crescere 10 pargoli fosse la cosa più importante del mondo, più importante dello stesso mondo.
Fatti loro se poi non troveranno lavoro, se il loro futuro sarà insostenibile, se contribuiranno allo sfrenato consumo di quel poco che al pianeta è rimasto da offrire a questo Essere Umano più simile ad un CANCRO che ad un animale. Un cancro il cui unico interesse è espandersi disintegrando i tessuti che si trova intorno, senza una coscienza che se l'avesse gli direbbe "guarda che se muore l'ospite, siamo morti anche noi... quindi FRENA!".


Beh, noi ci distinguiamo per intelligenza, una coscienza ce la dovremmo avere...

Un americano virgola 2 è padrone di un'automobile.
Una famiglia produce mediamente 450 pannolini sporchi all'anno.
22.000 bambini africani muoiono OGNI GIORNO di fame.
Per adottare un bambino occorrono mediamente 2 anni di pratiche e buricrazia.
Per concepirne uno, la media è di 5 minuti.

Avere figli è facile.

Mi chiedo spesso cosa poi spinga un'individuo all'irrefrenabile bisogno di generare altri individui... per lasciare un erede, qualcuno che spenda quel che noi abbiamo accantonato privandoci delle gioie della vita, alcuni mi rispondono. Qualcuno insomma che ci porti dei bei fiori costosi sulla tomba. Che culo eh?
Tal'altri probabilmente hanno quest'immagine di piccole anime in attesa di venire al mondo, una sorta di cherubini Michelangeleschi che implorano per un utero da chiamare casa al più presto, ignorando che la non esistenza non è sofferenza... la sofferenza è un prodotto dell'esistenza.
Ma nulla, preferiscono ipotecarsi la vita per quell'essere in potenza, generato dal loro cervello, che poi difficilmente verrà su secondo le previsioni. Ma non importa. Crisi familiari, liti tra coniugi che fino al mese prima avrebbero giurato di amarsi alla follia...

Tutto per questa missione che ad un certo punto buca tutto, più forte dell'amore, più forte della volontà di ragionare.
La scienza ci risponde che c'è una sorta di enzima prodotto dall'ipotalamo o checcavolonesò di ghiandola, presente nelle femmine, che le fa dimenticare i dolori del parto... altrimenti col cavolo che avrebbero altra prole sperimentato il travaglio.
E' vero quindi, siamo progettati per questo... moltiplicarci come le cavie albine.

Ma va bene eh, basta dirlo. "L'Essere Umano è un animale destinato a disintegrare il Pianeta su cui è nato", come un pulcino che sfonda l'uovo.

Altro che animale sociale.

giovedì, 26 febbraio 2009

Il Partito dei Decreti Legge: PDL

Essì, l'acronimo l'avevano azzeccato. Almeno quello quadra. Che si tratti di Disegni Legge o Decreti, torna tutto, in fin dei conti un comma del manifesto Propaganda 2 di Licio Gelli prevedeva anche questo: ribaltare la legalità e lo Stato attraverso i decreti legge, una forma di pronto intervento che ormai è diventata l'unico strumento attuato dal governo per sovvertire la Costituzione senza doverla minimamente toccare.

Adesso è la volta dello Sciopero Virtuale, ennesima puttanata iniziativa del celebre Governo dei Nani e delle Soubrettes per rivoltarci contro i nostri diritti: informazione, istruzione, lavoro e sciopero. Ormai restava solo quello in effetti: dell'informazione pilotata c'è ancora bisogno di parlare? L'istruzione sta subendo l'effetto Gelmini di cui abbiamo ampiamente già discusso, il lavoro ormai è sinonimo di precariato a diritti zero e infine lo sciopero, che per i dipendenti delle aziende di servizio diventerà "virtuale". Leggasi: lavorare gratis.

Non è chiara ancora la modalità, ma se in azienda lo sciopero non sarà indetto da un sindacato che abbia almeno il 50% dei dipendenti tesserati, non potrà neppure avere luogo. Correggetemi se sbaglio, ovviamente, ma ho l'impressione che sia un modo per istituire la tessera obbligatoria al sindacato, organo che ormai ha perso quella valenza che aveva 30 anni fa e che si vede sempre più decurtato il numero d'adesioni da parte della classe lavoratrice, giacchè è sempre più incline alle trattative coi "padroni" più che ai tavoli coi "sudditi".

In soldoni: io, dipendente di Trenitalia (che ricordiamolo: è s.p.a. e quindi  PRIVATA), ho deciso di non tesserarmi presso nessun sindacato perchè credo fermamente che sia una presa per il culo. Avrò diritto di pensarlo? NO. Se domani dovessi ritenere necessario scioperare per il mancato adeguamento del mio stipendio (cosa che con la politica sindacale ormai c'entra come il cavolo a merenda) dovrò comunque tesserarmi e sperare che almeno la metà dei dipendenti di trenitalia facciano altrettanto. Altrimenti, addio diritto a scioperare.

Guardate che è grave. Neppure in Nicaragua. Inoltre lo sciopero "virtuale" impone comunque al dipendente di fornire il servizio, pur senza però percepire lo stipendio per tutta la durata della protesta silenziosa. In pratica io sto lì in sala macchine, muto come ogni giorno a far viaggiare il treno, ma con la differenza che non mi pagano. Bello sciopero!  Una leccornia per i miei datori di lavoro ma principalmente per chi odia le manifestazioni di piazza, e ormai si è capito di chi stiamo parlando, mi pare.

Dal dopoguerra, ci sono state centinaia di scioperi nel servizio pubblico, con relativa interruzione dello stesso, per i motivi più disparati. BEH? Lavorare su un tram non è una missione di vita, o sbaglio? D'altrocanto, garantire una situazione di lavoro sostenibile è preciso impegno di ogni azienda, specie quelle a partecipazione statale, che dovrebbero dare l'esempio. Come mai allora per la durata della protesta non si interrompe l'erogazione di stipendio anche a manager e amministratori? Sono pur sempre dipendenti, no?

Far parte del ceto medio-basso è diventato un crimine, cari miei. Reclamare dignità comporterà una riduzione degli introiti SUDATI mensilmente.

Ma ditemi un po': lavorare in Parlamento, non è forse una missione e prima di tutto un servizio alla cittadinanza sovrana, in una democrazia? Bene, che si istituisca la MULTA per l'assenteismo e l'astensione dal voto ai Parlamentari. Con obbligo di visita a domicilio del medico della mutua ogni 10 ore.

E che cazzo.

 

mercoledì, 25 febbraio 2009

Stress.

E finito anche SanScemo, possiamo riprendere la quotidianità pseudo-regimista Italica. Sentivo quasi la mancanza. Oggi vorrei condividere con Voi, oh edotte teste a cappelliera monoposto, un elenco di frasi che hanno caratterizzato questo frizzante inizio dell'anno, raccolte per voi in 55 giorni di lavoro al pubblico targato 2009. Un anno che inizia decisamente bene:

"Senta ma lei li vende anche gli strumenti?"  No, li metto qui a stagionare, un lo vede l'ho attaccati come i prosciutti?

"Oh, ma me l'hai trovato quel coso che son quasi dù anni?"  Uhm... Onorato di rivederLa, manco mi ricordavo della Sua esistenza in vitæ, so una sega di quel coso di dù anni fa. (oppvre: ah, ma certo... era forse questo? SBABàM, la fava sur banco.)

"Ma te sei quello di quell'altro negozio che ora s'è spostato qui?"  No, è mio cugino Renzo, che per una sventurata serie di eventi nel frattempo ha sposato mia moglie e veste i miei indumenti, tapinastro. Ah ma lo incastrerò.

"Dunque, io sarei interessato ad una Gibson Les Paul Custom Reissue, me la ordini che quando arriva la provo e ti so dire se la prendo?"  Ecco, lei che è edotto in marche e modelli, è edotto anche in materia di commercio o pensa che io i vaìni li zappi?

"Ma per le basi?" Buongiorno anche a lei.

"ho un problema con i fili della chitarra". Poteva andarle peggio, pensi se si trattava delle reni.

"Io ho comprato questa pianola all'Ipercoop per natale ma non la uso, le interessa?"  Guardi, se era una pentola in Inox 18/10 non avrei saputo resistere all'offerta. 

"Senta ma, cavi?"  Ah, capisco... il congiuntivo... cavassi?

"Jack-USB?"     Uno a Zero.

 

 

Byoblu.Com - Il Videoblog di Claudio messora

sbattezzamoci con l'UAAR

PIPPA una SEGA

Vday
Basta! Parlamento pulito