Nedo il Vate®

Raccolta di poesie, sonetti, prose e rùtti del prode Nedo Buccianty.
giovedì, 02 luglio 2009

Mietitvra nefästa.

Salterellâr giulivy péi caNpi di gräno

 recando la fâlce per mietere in mäno,

 incespicär ridênti n'un Sasso® ci sta,

sghignàndo e morendo falciäti si và.




Lavdo Ceccanti prima dell'incidente,
ne l'avevo detto di non puppare il vino prima di mietere il Grän.
(cose che capitano)
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lunedì, 23 marzo 2009

licenze a go-go.

 

Siii! Daiii!

Diventa anche tu Poeta Romantico® ed esterna il tuo Estro (nel senso di Pvntvra di Tafano®): lascia ch'io ti dia il LA, l'Input, l'Incipit, l'Attack e financo il Bostik, prendi un bel respiro e completa questa bellYssima Rima (quasi)mai usata in passato facendola Tua!

Sbizzarrisk... spizzarr... sbizzas... INVENTANE anche una TU, pensa che OCCASIONE! E allora cosa aspetti, dannato fannullone del værbo svpræmo?

 

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venerdì, 13 marzo 2009

casistica.

  

"Sia che seNbri l'sommesso
sYbYlo serpYgno e sagäce
o che riNboNby roboânte
l'rantolo di ròcce ruvidë
franando a frotte su
fradice fronde;
Sia che finänco finisca
fvggendo l'afròr fænico
che cävstico corrode
copêrte e lenzuòla,
l'importante
è che non sia Vestita."

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mercoledì, 04 marzo 2009

precetti.

L'essere umano è un animale sociale.


Quanti concetti racchiusi in questa frase che sentiamo da anni. "Essere Umano", per cominciare, è già un problema. Non è mica facile essere umani, bisogna rispettare determinati canoni, inquadrarsi in una società fatta di miliardi di nostri simili, sperare di cavalcare la cresta e non nascere in Congo Belga, aspirare ad una posizione sociale che non sia alla base della piramide... Un sacco di variabili, un sacco di cose da fare.
"E' un animale" è un'altra verità accertata, ma che comunque taluni detrattori negano alla morte. Siamo mammiferi, non molto diversi dalle scimmie (anche a livello di DNA), ma noi dobbiamo distinguerci. In che modo? Ah beh, noi abbiamo un'ANIMA, le scimmie invece vanno notoriamente a pile.
Certo, siamo intelligenti (ci sarebbe da discorrerne a lungo, ma glissiamo) e "sociali", ci siamo inventati un sacco di regole che ci permettono di aumentare ed aumentare di numero senza trovarci uno sull'altro senza pareti e soffitti di cemento in mezzo, ma tutto questo ha un prezzo che solo in pochi sono inclini a calcolare e prenderne atto. Ci pare normale infatti aspirare a metter su famiglia, no? Nulla in contrario a voler passare la vita in due anzichè da soli, per carità... dopotutto sono sposato, parlerei per assurdo se affermassi il contrario.
Ma poi si diventa tre. E fin qui tutto bene, giacchè se per ogni 2 persone ne nascesse una, il tutto resterebbe più che sostenibile: due generano un figlio che genererà un altro figlio da adulto mentre i genitori sono ancora in vita, il quale genererà un secondo individuo quando i primi due soggetti saranno deceduti.
Perfetto, ci si guadagna un elemento ogni 2 generazioni. La specie non è a rischio e tutt'al più si va in pari.
Ma poi si diventa 4. Il nucleo si allarga anche a 5, 6. E da lì inizia il problema dell'essere un mammifero sociale: con sei gradi di ramificazioni a 6 elementi si superano i 200 individui, più le varie ed eventuali... Il pianeta non si allarga ed il gioco è fatto.
Ci sono famiglie con 10 figli, io sono nipote di un nonno che aveva 9 fratelli ed una sorella... non ti viene il dubbio che se tutti facessero come te nel giro di dieci anni la popolazione del pianeta supererebbe qualsiasi disastrosa previsione?
Non ha senso.
C'è questa "missione", il bisogno impellente (specie nelle donne, ma anche in alcuni maschietti) di scodellare prole come piovesse. Come se la soddisfazione di sfamare e crescere 10 pargoli fosse la cosa più importante del mondo, più importante dello stesso mondo.
Fatti loro se poi non troveranno lavoro, se il loro futuro sarà insostenibile, se contribuiranno allo sfrenato consumo di quel poco che al pianeta è rimasto da offrire a questo Essere Umano più simile ad un CANCRO che ad un animale. Un cancro il cui unico interesse è espandersi disintegrando i tessuti che si trova intorno, senza una coscienza che se l'avesse gli direbbe "guarda che se muore l'ospite, siamo morti anche noi... quindi FRENA!".


Beh, noi ci distinguiamo per intelligenza, una coscienza ce la dovremmo avere...

Un americano virgola 2 è padrone di un'automobile.
Una famiglia produce mediamente 450 pannolini sporchi all'anno.
22.000 bambini africani muoiono OGNI GIORNO di fame.
Per adottare un bambino occorrono mediamente 2 anni di pratiche e buricrazia.
Per concepirne uno, la media è di 5 minuti.

Avere figli è facile.

Mi chiedo spesso cosa poi spinga un'individuo all'irrefrenabile bisogno di generare altri individui... per lasciare un erede, qualcuno che spenda quel che noi abbiamo accantonato privandoci delle gioie della vita, alcuni mi rispondono. Qualcuno insomma che ci porti dei bei fiori costosi sulla tomba. Che culo eh?
Tal'altri probabilmente hanno quest'immagine di piccole anime in attesa di venire al mondo, una sorta di cherubini Michelangeleschi che implorano per un utero da chiamare casa al più presto, ignorando che la non esistenza non è sofferenza... la sofferenza è un prodotto dell'esistenza.
Ma nulla, preferiscono ipotecarsi la vita per quell'essere in potenza, generato dal loro cervello, che poi difficilmente verrà su secondo le previsioni. Ma non importa. Crisi familiari, liti tra coniugi che fino al mese prima avrebbero giurato di amarsi alla follia...

Tutto per questa missione che ad un certo punto buca tutto, più forte dell'amore, più forte della volontà di ragionare.
La scienza ci risponde che c'è una sorta di enzima prodotto dall'ipotalamo o checcavolonesò di ghiandola, presente nelle femmine, che le fa dimenticare i dolori del parto... altrimenti col cavolo che avrebbero altra prole sperimentato il travaglio.
E' vero quindi, siamo progettati per questo... moltiplicarci come le cavie albine.

Ma va bene eh, basta dirlo. "L'Essere Umano è un animale destinato a disintegrare il Pianeta su cui è nato", come un pulcino che sfonda l'uovo.

Altro che animale sociale.

mercoledì, 25 febbraio 2009

Stress.

E finito anche SanScemo, possiamo riprendere la quotidianità pseudo-regimista Italica. Sentivo quasi la mancanza. Oggi vorrei condividere con Voi, oh edotte teste a cappelliera monoposto, un elenco di frasi che hanno caratterizzato questo frizzante inizio dell'anno, raccolte per voi in 55 giorni di lavoro al pubblico targato 2009. Un anno che inizia decisamente bene:

"Senta ma lei li vende anche gli strumenti?"  No, li metto qui a stagionare, un lo vede l'ho attaccati come i prosciutti?

"Oh, ma me l'hai trovato quel coso che son quasi dù anni?"  Uhm... Onorato di rivederLa, manco mi ricordavo della Sua esistenza in vitæ, so una sega di quel coso di dù anni fa. (oppvre: ah, ma certo... era forse questo? SBABàM, la fava sur banco.)

"Ma te sei quello di quell'altro negozio che ora s'è spostato qui?"  No, è mio cugino Renzo, che per una sventurata serie di eventi nel frattempo ha sposato mia moglie e veste i miei indumenti, tapinastro. Ah ma lo incastrerò.

"Dunque, io sarei interessato ad una Gibson Les Paul Custom Reissue, me la ordini che quando arriva la provo e ti so dire se la prendo?"  Ecco, lei che è edotto in marche e modelli, è edotto anche in materia di commercio o pensa che io i vaìni li zappi?

"Ma per le basi?" Buongiorno anche a lei.

"ho un problema con i fili della chitarra". Poteva andarle peggio, pensi se si trattava delle reni.

"Io ho comprato questa pianola all'Ipercoop per natale ma non la uso, le interessa?"  Guardi, se era una pentola in Inox 18/10 non avrei saputo resistere all'offerta. 

"Senta ma, cavi?"  Ah, capisco... il congiuntivo... cavassi?

"Jack-USB?"     Uno a Zero.

 

 

venerdì, 30 gennaio 2009

la mia ammica.

Nana Statica, impassYbile,
che ti fai bëffa del teNpo
resti immòta, inamovibile,
m'osservy placida, lo sento,
invæcchiar ch'io fo pregandoTi.

Catatonica, catarifrangi
ogni mio gesto implorandoTi
d' un mêro moto tuo a loco.
Come il Birillo riNpiangi
la Pace d'un cantièr napoletano.

Ma non sei tu Birillo Nano,
no... al più tu sei Monorillo
che due valenze non ha, gangìllo
come un'alcaloide base
benchè d'Azoto tu n'abbia a jose.

Non leghi con molecola,
vinta che hai la causa in tondo
di diffida verso il mondo
con obbligo d'ammendo
a meno di una iardä.

Però io lotto, Phardä
armato di scalpello,
per staccarTi dall'orpëllo
di codesta comoda sedvta
e giuro, dico guardä:

che se un vieni nemmeno
alla sagra del cacciucco,
deh allora deh,
qui lo scrivo sullo stvcco,
ti saldo l'ante del portòn.

Tutto qvesto perchè t'Amo,
resti seNpre ben intæso.
Lo fo a fin del bene e bello.
Come qvando ti ricämo
la portiera col rastrëllo.

Dedica speciale per una amica che vedo troppo poco, malidetta. ♥♥♥♥♥ (pharda. ♥♥♥♥♥)

ruttato da NedoBuccianty verso le 14:15 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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